Nelle carte dell’ordinanza firmata dal Gip di Milano con cui ieri è stato arrestato Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega Nord, si parla anche di uno yacht del valore di 2,5 milioni di euro che sarebbe stato acquistato attraverso un prestanome da Riccardo Bossi, figlio del leader storico del Carroccio, Umberto, con i proventi dell’uso illecito dei fondi spettanti al partito. Tuttavia gli accertamenti su questo particolare episodio sono ancora in corso.

Belsito è accusato di associazione a delinquere e truffa aggravata. L’inchiesta sui fondi della Lega è partita un anno fa. Le prime indagini avevano provocato un terremoto politico all’interno del partito, portando all’accantonamento di Umberto Bossi e dei dirigenti a lui più vicini.

Ma la Procura ora ipotizza reati anche più gravi nei confronti di Belsito. L’ordinanza emessa dal Gip parla di “Un comitato d’affari in grado di influenzare le decisioni di istituzioni e grandi imprese pubbliche e private”. Oltre a Belsito, gli inquirenti accusano di appartenere a questo comitato d’affari l’ex manager di Fincantieri Stefano Lombardelli, colpito da ordine di arresto ma ancora irreperibile, l’imprenditore Stefano Bonet e il procacciatore d’affari Romolo Girardelli, entrambi arrestati.

Il legale di Belsito, Alessandro Vaccaro, ha dichiarato all’Ansa che l’arresto non è relativo alla questione delle spese del partito, ma riguarda società e movimenti di denaro.

L’ordinanza del Gip accusa Belsito (foto by Infophoto, accanto ad Umberto Bossi) di avere sfruttato gli importanti appoggi politici per agevolare il conferimento alle società di Bonet di ingenti commesse fittizie su ricerca e sviluppo da parte della Siram, azienda leader nel settore dei servizi energetici. E una nota della Siram fa sapere che la società non ha mai intrattenuto rapporti con l’ex tesoriere leghista.

Un’altra delle accuse mosse a Belsito è l’aver cercato di far ottenere al gruppo di Bonet importanti commesse da parte di Fincantieri, nella quale Belsito fu in passato consigliere d’amministrazione. Fincantieri smentisce che Belsito possa aver mai esercitato interferenze indebite”.