Beppe Grillo non lascia in pace nemmeno il 25 aprile. Oggi sul suo infuocatissimo blog scrive che questa ricorrenza è morta, tradita dalla classe politica.  E mette mano al suo collaudato repertorio: il pdmenoelle, l’inciucio, i piduisti in Parlameno e molto altro ancora. Afferma, fra l’altro: “Nella rielezione di Napolitano e il passaggio di fatto a una Repubblica presidenziale il 25 aprile è morto. Nell’abbraccio tra Bersani e Alfano il 25 aprile è morto. Nella mancata elezione di Rodotà il 25 aprile è morto. Nella perdita della nostra sovranità monetaria, politica, territoriale il 25 aprile è morto. Nella Repubblica nelle mani di Berlusconi, 77 anni, e Napolitano, 88 anni (sono ancora 87, ndr), il 25 aprile è morto. Nel debito pubblico colossale dovuto agli sprechi e ai privilegi dei politici il 25 aprile è morto”.

Le solite furiose invettive, e sul blog del leader del Movimento 5 stelle ce ne sono anche di più pesanti. Ma c’è n’è una quantomeno curiosa: “Nelle ingerenze straniere il 25 aprile è morto“. Giusto, le ingerenze straniere sono una cosa grave. Peccato che proprio Grillo (foto by InfoPhoto) solo due giorni fa abbia rilasciato un’intervista al giornale tedesco Bild in cui afferma che a novembre l’Italia sarà in bancarotta e che preferirebbe che la Germania invadesse l’Italia.