A 24 anni dalla morte, il caso di Donato Bergamini è a una prima svolta. Il calciatore del Cosenza, morto nel 1989, era già senza vita quando il camion lo ha investito. I Ris di Messina hanno depositato la nuova perizia presso la procura di Castrovillari che due anni fa ha riaperto l’inchiesta su richiesta della famiglia Bergamini, ipotizzando il reato di omicidio: il giocatore non si gettò a pesce sotto il Fiat Iveco 180 come invece ha stabilito la prima indagine.

Il giocatore è stato vittima di omicidio e le indagini ora si concentrano sull’ex fidanzata di “Denis”, a cui è stato notificato un avviso di garanzia per concorso in omicidio volontario. Già sentita in qualità di testimone nel dicembre del 2011, Isabella Internò è l’unica testimone oculare di quel presunto incidente stradale che: una tesi avvalorata dalla testimonianza della ragazza e del camionista che avrebbe investito il calciatore, provocandone la morte.

I dubbi restano anche guardando alle ultime ore di Bergamini: in un pomeriggio di ritiro con la squadra riceve una chiamata che lo turba molto, lascia i compagni al cinema e con Isabella si dirige in auto verso Taranto fermandosi in una piazzola di sosta. Poi la sua morte misteriosa sotto al camion che lo trascina per una sessantina di metri. Scartata la pista della droga, prenderebbe corpo il movente passionale anche se sono state molte le voci sul caso.

Il quotidiano della Calabria l’anno scorso ha pubblicato un articolo sostenendo la tesi dell ‘evirazione, una morte avvenuta con arma da taglio che mandò su tutte le ferie il Procuratore della Repubblica Castrovillari. La giustizia, dopo 25 anni di misteri e bugie, è chiamata a dare una risposta.