Non ha ancora deciso come scontare la condanna, ma tutti gli offrono “un posto”. Silvio Berlusconi può avvalersi della possibilità offerta dalla legge di scontare l’anno residuo di condanna definitiva inflittagli dalla Cassazione nel processo Mediaset agli arresti domiciliari oppure in affidamento ai servizi sociali presso qualche struttura autorizzata. Non sono pochi i comuni e le varie associazioni ad essersi fatti avanti per ospitare l’ex presidente del Consiglio qualora dovesse optare per l’affidamento.

Una delle più originali, considerato il mittente, è quella che arriva dalla Fondazione diritti genetici. Non tanto per l’organizzazione in sé, ma per il nome del suo presidente: Mario Capanna. Sessantottino per eccellenza, leader del movimento studentesco, poi deputato dal 1983 al 1992, prima con Democrazia proletaria e poi nei Verdi; non potrebbe essere più lontano da Berlusconi.

Eppure, proprio questa distanza dovrebbe consigliare il Cavaliere ad accogliere la proposta, come argomenta Capanna in una lettera indirizzata a Berlusconi e diffusa alla stampa.

Signor Presidente – esordisce Capanna – quanto segue non è una boutade, non è uno scherzo né, tantomeno, una provocazione. Al contrario: è un’offerta sincera. Proviene da un Suo avversario politico, che non l’ha mai considerata il Nemico“.

L’ex deputato di Dp (foto by InfoPhoto) prosegue nella lettera: “Tra condannati (io per “reati” derivanti dalle lotte studentesche, di cui vado fiero) ci si intende meglio e dunque mi permetto di esporLe un ragionamento. Restare chiuso per un anno in una delle Sue (sebbene sontuose) residenze non ce La vedo. D’altra parte ha pubblicamente dichiarato che non intende ricorrere ai servizi sociali come un “delinquente comune”, e che non sente alcun bisogno di essere “rieducato”. Invece: provi a pensare di venire a lavorare alla Fondazione Diritti Genetici (che ho l’onore di presiedere e ha sede a Roma), dedicandovi qualche ora al giorno del Suo tempo“.