Riforma della giustizia, elezioni, temporeggiamento? Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto nella mattinata del 5 agosto i capigruppo parlamentari del Pdl, Renato Schifani e Renato Brunetta. Sull’esito di questo incontro non sono state rilasciate immediatamente dichiarazioni, né dai capigruppo Pdl né dal Quirinale. Ovviamente sul tavolo c’era il da farsi dopo la sentenza di condanna definitiva contro Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. L’ex ministro Mariastella Gelmini, intervistata da TgCom24, parlando dell’incontro ha dichiarato: “Quello che traspare è l’aspetto costruttivo dell’incontro, improntato a favorire la stabilità del Governo. Si è discusso di come non lasciare senza rappresentanza dieci milioni di elettori e di come sia urgente per il Pdl dotare il Paese di una giustizia giusta, e di affrontare un nodo che non vede ancora una concretizzazione“.

Da una parte Napolitano (foto by InfoPhoto) era interessato a ricevere garanzie sull’intenzione da parte del Pdl di continuare ad appoggiare il governo di Enrico Letta; dall’altra gli esponenti del partito di Berlusconi avevano come obiettivo qualche forma di supporto da parte del Capo dello Stato verso ciò che ormai è diventata la principale battaglia del Pdl: mettere mano all’assetto attuale della magistratura. Non era in discussione un’eventuale domanda di grazia, non attualmente praticabile per le diverse procedure previste dalla legge in questi casi. Certamente non sarà stato evitato l’altro punto focale della questione, cioè un modo per evitare a Berlusconi l’esclusione politica.

Subito dopo l’incontro con Napolitano, Schifani e Brunetta si sono recati a Palazzo Grazioli per una riunione di tutto il vertice Pdl. Berlusconi deve anche ricevere i suoi legali, per riflettere sulla scelta tra arresti domiciliari o affidamento ai servizi sociali, le due forme di espiazione della pena inflittagli il 1° agosto dalla Cassazione.

E la temperatura politica resta altissima, tra la manifestazione del Pdl di domenica, gli allarmi di guerra civile lanciati da Bondi e le decise risposte da parte del web.