In un certo senso, è stata una conferenza stampa storica, quella che Silvio Berlusconi (foto by InfoPhoto) ha tenuto nella nuova sede di Forza Italia per la presentazione delle liste che correranno alle prossime elezioni europee: un po’ perché, come ha sottolineato da lui stesso, si tratta della prima volta in vent’anni che l’ex premier non sarà tra i candidati; un po’ perché si tratta della prima conferenza stampa ufficiale dopo l’inizio della condanna ai servizi sociali.

Dopo un attacco quasi malinconico, Berlusconi parte all’attacco con la solita filastrocca, anche se meno velenosa del solito: “A qualcuno potrà non piacere, ma la realtà è che negli ultimi 4 anni abbiamo avuto 4 colpi di stato, è così che si dice quando si ha un governo non eletto dal popolo. Aver reso impossibile la mia candidatura è un vantaggio per la sinistra. Questo accade a causa di una decisione ingiusta della magistratura che mi ha condannato per un fatto inesistente, che anzi non avrei nemmeno potuto tecnicamente commettere. In ogni caso, in attesa che sia riconosciuta la mia innocenza, non posso che rispettare le decisioni della magistratura“.

A proposito dei servizi sociali: con quella scaltrezza che resta uno dei tratti più tipici della sua figura, il leader di Forza Italia trova il modo di capovolgere la frittata a suo vantaggio. “Sono contento di fare volontariato, anche perché ho sempre fatto attività di supporto a chi ha bisogno. Per esempio, ho sempre dedicato il sabato mattina a visitare il miei collaboratori ricoverati in ospedale. E ho spesso fatto visita agli anziani, soprattutto negli ultimi anni di vita di mia madre, lei si dedicava a questo. Cercherò di essere utile anche in questa occasione”.

Conclusa l’inevitabile parentesi personale, l’attenzione si sposta sul piatto forte: le liste di Forza Italia (“ci saranno rappresentanti delle amministrazioni locali e volti nuovi dal mondo dell’università e delle professioni“) e, soprattutto, il programma su cui verterà la campagna elettorale. “Non solo in Italia la recessione è diventata depressione. Bisogna rivedere o eliminare il fiscal compact e consentire agli stati membri lo sforamento del limite del 3% annuo. Anche i poteri della Banca Centrale vanno rivisti, rischiamo di fare la fine dell’Argentina“. Infine, un altro tema ricorrente, quello dell’elezione diretta del presidente della Commissione Europea, sulla falsariga di quel che Forza Italia richiede da anni per il suo omologo italiano, e un appello per una sorta di Unione Militare Europea: “Serve un unico apparato della difesa: ogni paese risparmierebbe il 50% e l’Europa diventerebbe una potenza militare mondiale“.

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