Silvio Berlusconi sta meglio e verrà dimesso lunedì. Non ha alcuna intenzione di riposare ed è già pronto a scendere in campo. Ricoverato al San Raffaele di Milano, ha raccontato di aver avuto “paura” anche se – spiega – “l’unica malattia inguaribile che mi affligge da sempre è l’ottimismo”. Poi torna a parlare della politica e di questo Governo, che ha sempre definito di incapaci:

Questo governo fa male alle imprese, ci fa perdere posti di lavoro, attenta alle nostre libertà e anche dal punto di vista della sicurezza avrei qualcosa da dire [...] Saranno gli accadimenti concreti a determinarne la crisi (del governo, ndr). Non le dinamiche parlamentari, ma le troppe imprese che chiudono, i posti di lavoro che mancano. Il Paese reale chiederà presto il conto a quello virtuale rappresentato sui social. Non ho nessuna nostalgia del passato, ma il presente è talmente modesto che la classe politica del passato ne esce rivalutata. Oggi vedo molta inesperienza e incapacità. Si muovono a destra e a manca. Twittano. Si rincorrono sui social. Ma poi convocano i Consigli dei ministri con all’ordine del giorno solo “varie ed eventuali”. E ci va solo la metà dei ministri. Che Dio illumini gli elettori italiani.

In un’intervista al Corriere della Sera parla della sua voglia di scendere in campo, nonostante i problemi di salute:

Disobbedisco da sempre ai miei figli anche se considero il loro amore per me il sentimento più prezioso della mia vita. Ma non sarei io se non rispondessi ad un dovere che sento come ineludibile. Il senso di dovere è quello di scendere in campo alle Europee. Ho subito ingiustizie enormi, ma non devo riscattarmi da nulla: con me la vita è stata generosa. Voglio impegnarmi per affrontare il grande pericolo di questa stagione, che preoccupa molti osservatori internazionali: il disegno egemonico della Cina.