Silvio Berlusconi rilancia la sua campagna anti Angela Merkel, manda un ultimatum al Premier Enrico Letta e chiede soprattutto maggiore rispetto per l’Italia, dentro e fuori dal paese. Nel mentre del suo sostegno a Gianni Alemanno nella corsa alla riconferma di sindaco di Roma; anche se delle uscite pubbliche di Silvio Berlusconi si sono perse le tracce: l’ultima, infatti, data 24 maggio.

La mancata apparizione in pubblico ha un fondo ben preciso: Berlusconi è arrabbiato, ce l’ha con i giudici di Milano che si sono accaniti nei suoi confronti e vogliono condannarlo a tutti i costi. Evasione fiscale, sfruttamento di prostitute minorile: scegliete voi l’accusa. Anche se, lo ribadisce, non ha nessuna intenzione di mischiare i suoi fatti privati con la vita del Governo.

Ora, dalle pagine de Il Foglio, Berlusconi rilancia: “Bisogna che il governo sappia con autorevolezza – spiega – ingaggiare un braccio di ferro, senza strepiti ma con grande risoluzione, allo scopo di convincere i paesi trainanti dell’Europa, e in particolare la Germania di Angela Merkel, che siamo di fronte a una alternativa secca: o si rimette in moto in forma decisamene espansiva il motore dell’economia, compreso quello finanziario legato alla moneta unica, uscendo dalla paralizzante enfatizzazione della crisi da debito pubblico, oppure le ragioni strategiche della solidarietà nella costruzione europea, dall’unione bancaria a tutto il resto, si esauriscono e si illanguidiscono fino alla rottura dell’equilibrio attuale”. Poi conclude: “Un’Italia che perde ancora peso e ricchezza, oltre quello che ha già perso, pronta ad essere messa all’incanto con metodi egemonici da chi è in posizione di forza, non è una prospettiva accettabile. Questo è il contenuto vero di quello che chiamo il braccio di ferro. O è così o ciascuno deve trovare le proprie soluzioni nazionali o regionali, scomponendo i meccanismi dell’area dell’euro”.