Bibbiano, quattro dei sette bambini coinvolti nellʼinchiesta Angeli e Demoni sugli affidamenti illeciti sono tornati alle famiglie naturali. A quanto si apprende questa è la decisione presa dal tribunale per i Minorenni di Bologna, una presa di posizione dell’ente che non è avvenuta negli ultime settimane quando è scoppiato il caso. La notizia infatti è emersa nelle verifiche e nei controlli avviati dagli uffici giudiziari minorili su segnalazione della Procura reggiana di anomalie e illeciti da parte dei servizi sociali della Val d’Enza.

Un’inchiesta quella di Bibbiano che ha scosso l’opinione pubblica e il tam-tam nei social è impressionante, una storia che sta diventando anche una bandiera politica visto il coinvolgimento del sindaco della cittadina emiliana che è stato sospeso dalla carica e che si è auto-sospeso dal Partito Democratico. Sono in molti a chiedere la verità sui fatti di Bibbiano, tante persone comuni ma anche personaggi pubblici come Nek, Laura Pausini o Fiorella Mannoia.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha annunciato attraverso un lungo post su Facebook la creazione di unaSquadra speciale di giustizia per la protezione dei bambini” che monitori ogni sentenza e ogni atto preso nei confronti dei minori affinché quello che è accaduto a Bibbiano non possa succedere altrove. Su Facebook scrive:

E’ un impegno che ho preso, per quanto riguarda le mie competenze, anche di fronte al Parlamento e che ho intenzione di portare avanti con la massima determinazione. La magistratura farà i propri approfondimenti in piena autonomia e indipendenza, ma è evidente a tutti che il caos degli affidamenti, spezzettato tra le varie competenze e ulteriormente stravolto da conflitti di interesse e collegamenti malati con la politica, non può più proseguire. È necessario portare avanti investimenti e modifiche di legge per tutelare e proteggere i bambini. La giustizia farà il suo dovere. E sarà inflessibile.

In questi giorni intanto, cresce il numero dei fascicoli ricontrollati dai giudici del Tribunale dei minori di Bologna. L’indagine, come riporta il Corriere della Sera, è ora estesa a oltre 70 casi.