Il Comitato Nazionale di Bioetica ha pubblicato il primo parere sul suicidio medicalmente assistito, distinto dall’eutanasia. Il documento è legato al caso di Dj Fabo e al ruolo svolto da Marco Cappato che chiede una riflessione sulla sospetta illegittimità costituzionale dell’articolo 580 del codice penale, quello sull’istigazione al suicidio.

Infatti il documento propone il distinguo tra le pratiche sostenendo che l’eutanasia è un atto il cui obiettivo è “anticipare la morte su richiesta al fine di togliere la sofferenza” e in questo senso “è inquadrabile all’interno della fattispecie più generale dell’omicidio del consenziente”. Il suicidio assistito si distingue dall’eutanasia perché “è l’interessato che compie l’ultimo atto che provoca la sua morte, atto reso possibile grazie alla determinante collaborazione di un terzo, che può anche essere un medico”.

Il presidente del Comitato Lorenzo d’Avack spiega il documento sottolineando: “Non è un’apertura al suicidio assistito, ma vorrei che fosse un utile strumento, molto documentato che possa aiutare il legislatore a prendere decisioni. Abbiamo voluto fare chiarezza ed esporre tutti gli argomenti, pro e contro”. 

A chiedere l’Eutanasia Legale sono il 93% degli italiani, un dato mai registrato prima d’ora, secondo quanto emerge da una ricerca SWG, commissionata da Associazione Luca Coscioni su un campione di 1000 soggetti di tutte le fasce di età. Inoltre, dalla survey è emerso un altro dato estremamente significativo sull’attuale atteggiamento dei grandi media nei confronti di un tema così popolare: addirittura il 48% dichiara di non aver avuto alcuna notizia dell’ordinanza emessa dalla Corte Costituzionale lo scorso ottobre, che ha rilevato l’assenza di una adeguata tutela nell’assetto normativo che riguarda il fine vita, dando tempo al Parlamento fino al 24 settembre 2019 per approvare una legge sull’eutanasia.