Il blocco dell’aumento dell’Iva non ci sarà. Il governo italiano preferisce gli sgravi fiscali al mantenere l’imposta sul valore aggiunto al 21%. E tra il premier Enrico Letta che ribadisce come la priorità sia il lavoro e il ministro dello sviluppo Zanonato che si trincera dietro un “Blocco aumento dell’Iva? Non lo prometto”, monta la protesta dei lavoratori, che subissano di fischi il malcapitato ministro.

Che il Governo Letta non si sia finora distinto per l’operosità è cosa nota. Ieri, oltretutto, anche il Financial Times (non di certo il giornale parrocchiale…) aveva preso di mira il nostro Premier, dicendo come il suo Esecutivo non abbia prodotto “assolutamente nulla”. Ma una cosa, il Governo, ormai l’ha definita: rinuncia a bloccare l’aumento dell’Iva e risorse da destinare all’occupazione giovanile, attraverso un bonus che favorisca le assunzioni a tempo indeterminato di giovani.

Enrico Letta: “Alla fine di una lunga rincorsa il pesciolino Nemo trova il papà che poi, però, finisce in una rete insieme ad altri pesci. Nemo riesce a far capire che se spingono tutti nella stessa direzione succede il miracolo e la rete si libera – precisa – dobbiamo remare tutti insieme, altrimenti non risolveremo i problemi, perché non ci sarà più, come in passato, un debito pubblico al quale possiamo attingere per dare un pezzettino di risposta a ognuno”. Intanto la platea ha fischiato palesemente il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato, che intervenendo ad un’assemblea della Confcommercio ha detto: “Blocco aumento Iva? Non è che non lo voglia fare ma non lo posso promettere”.