Sono diverse le novità che quest’anno caratterizzano il passaggio da studente delle scuole superiori a universitario. Oltre, ad esempio, all’anticipo dei test di ammissione per le facoltà a numero chiuso (solitamente previste a settembre, ora anticipate a luglio), questo 2013 vede anche una nuova forma di attribuzione punti alla maturità per tutti coloro che vogliono entrare nei suddetti corsi di studio.

Secondo il decreto dello scorso 24 aprile, infatti, gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori che conseguiranno il diploma con almeno 80 centesimi, potranno guadagnare da 4 a 10 punti che sommeranno all’esito del test nazionale per l’ammissione alle facoltà di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura e Professioni sanitarie.

Cambia quindi il criterio di valutazione dei test d’ingresso nazionali che sarà espressa in centesimi: 90 punti al quizzone e 10 punti al diploma di maturità. Per calcolare questi ultimi basterà rapportare il proprio voto della maturità (che, ricordiamo, deve essere maggiore-uguale a 80/100), alla distribuzione in percentili dei voti ottenuti dagli studenti che hanno conseguito la maturità nella stessa scuola nell’anno scolastico precedente (2011/12).

Per dirla con un esempio pratico, per avere tutti i 10 punti sarà necessario un voto di maturità con un punteggio che l’anno scorso è stato superato soltanto dal 5 per cento degli studenti della medesima scuola. Mentre per ottenerne 8 sarà necessario guadagnarsi un punteggio superato dal 10 per cento degli studenti dell’anno scorso.

Meccanismo di calcolo che non piace agli studenti perché non proprio intuitivo, ma soprattutto anche perché sembra non garantire un’omogeneità di valutazione, penalizzando probabilmente tutti gli studenti che frequentano istituti superiori con standard di qualità molto elevati, creando quindi evidenti disparità.

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