Arrestata anche la madre del piccolo di 8 anni ucciso a botte dal patrigno a gennaio a Cardito, nel Napoletano. Secondo l’accusa, infatti, la donna “è rimasta inerte mentre il compagno colpiva con efferata violenza i suoi figli, non è intervenuta a fermare la furia omicida del compagno, non ha invocato l’aiuto dei vicini, non ha contattato i servizi di emergenza delle forze dell’ordine”. In altre parole, secondo i magistrati della procura di Napoli, questo omicidio si sarebbe potuto evitare. 

L’omicidio si poteva evitare

L’indagata – accusata di omicidio aggravato nei confronti del piccolo di 8 anni e di tentato omicidio della sorellina – avrebbe provato a “ripulire il sangue uscito dalle ferite dei figli con dei teli lasciati in bagno” occultando, di fatto, “all’interno della pattumiera le ciocche di capelli strappate dal compagno alla figlia”. Ai poliziotti avrebbe detto che “Tony era stato l’autore di quello scempio” e avrebbe “negato la violenza già preparata all’indirizzo dei bambini”.

Il piccolo è stato ucciso a botte

In un primo momento, la madre – che, come ricorderete, era sotto shock – ha spiegato di non essere riuscita a fare nulla. Secondo gli inquirenti, invece, avrebbe potuto fare molto. Avrebbe potuto evitare che il piccolo venisse ucciso a botte dal patrigno a Cardito.