“Della mia vicenda racconterò tutto martedì alle Camere, ma vi dico solo che voglio vivere in un paese libero, voglio vivere in un paese che sia libero, dove l’onestà personale sia un patrimonio condiviso. Il ministro della Giustizia deve essere responsabile e ha il dovere di rispettare le leggi, ma deve anche avere il diritto di essere un essere umano. Ho la coscienza a posto, non darò le dimissioni: si dimette chi ha cose di cui pentirsi. Negli ultimi tre mesi ho fatto più di cento interventi per persone che ho incontrato nel corso delle mie visite in carcere o i cui i familiari si sono rivolti a me anche solo tramite una e-mail. Ho fatto il mio dovere. Abbiamo il dovere di dare risposte, avendo 75mila detenuti. Voglio che questo sia il Paese di Beccaria”. Così il  ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, intervenuta al XII Congresso di Radicali italiani in corso a Chianciano Terme, che riferirà sul  caso Ligresti in Parlamento martedì alle 16.

A Palazzo Madama sarà dura per la Cancellieri che dovrà rispondere sulle sue azioni dopo il suo intervento per favorire la scarcerazione di Giulia Ligresti. La figlia di Salvatore Ligresti in quella occasione passo dal carcere ai domiciliari, il ministro ha giustificato le sue azioni invocando i motivi umanitari. “Sono serenissima e tranquilla, pronta a rispondere a qualunque domanda. Il mio è stato un intervento umanitario, mosso da un detenuto che poteva morire. Se fosse morta cosa sarebbe accaduto?” (foto by InfoPhoto)

Il ministro ha detto che non esiste nessun parallelo tra quanto accaduto a lei e a Silvio Berlusconi per la questione Ruby, la telefonata dell’allora premier in questura,  perché “quella è un’altra storia, mentre qui ho fatto il mio dovere: sono il ministro della Giustizia e avevo la responsabilità delle detenute”. Anna Maria Cancellieri ha difeso anche suo figlio al centro delle polemiche in quanto ex dipendente di una società dei Ligresti dove ha preso una sostanziosa liquidazione: “Mio figlio è una brava persona, io non sono mai entrata nella sua professione. Lui nel suo lavoro è bravissimo. Ha fatto un contratto privato in cui era previsto che alla scadenza ci sarebbe stata una liquidazione”, ha concluso il ministro.

Sul piano politico la questione è questa, il Movimento Cinque Stelle è chiaro, vuole le dimissioni del ministro, il PD è diviso a metà mentre il Pdl apparentemente è garantista nei confronti della Cancellieri però imputa un trattamento più “morbido” rispetto a quanto accaduto al suo leader con la telefonata in questura per Ruby.

Il Premier Letta ha difeso il suo ministro, il dicastero della Cancellieri è tra i più importanti in assoluto dell’esecutivo e le conseguenze sarebbero serie per la tenuta del governo stesso,  “Il governo ha voluto che il chiarimento in Parlamento avvenisse immediatamente perché non devono esserci zone d’ombra. Siamo sicuri che le argomentazioni che il ministro Cancellieri svilupperà convinceranno le Camere e fugheranno ogni dubbio. Le parole del procuratore Caselli hanno peraltro già dato un fondamentale contributo di chiarezza”. Così Palazzo Chigi, in una nota.