“Oggi mi è stata consegnata la relazione del prefetto Pansa sul caso Shalabayeva  (clicca qui per conoscere la vicenda nel dettaglio).  Sono qui per riferire di una vicenda della quale non ero stato informato, non era stato informato nessun altro collega del governo, né il presidente del Consiglio. In nessuna fase della vicenda i funzionari italiani hanno avuto informazione alcuna che Ablyazov fosse un rifugiato politico e non un pericoloso latitante ricercato in più Paesi per reati comuni”.

Sono queste le parole pronunciate dal ministro dell’Interno e vice premier Angelino Alfano, in aula al Senato e in serata alla Camera sulla faccenda dell’espulsione di Alma Shalabayeva.

“Non vengono segnalate le espulsioni al ministro ma vengono selezionate e classificate dal Capo di Gabinetto e dal Capo della Polizia o sostituti.” Per questo motivo che il Capo di Gabinetto del ministro dell’Interno, il prefetto Giuseppe Procaccini, si è dimesso in relazione alla vicenda Ablyazov presentando una lettera al ministro in cui spiega i motivi per cui lascia l’incarico.
“Nella prassi non esisteva obbligo di segnalazione al ministro sia perché si trattava di una espulsione ordinaria, sia perché non c’era nè evidenza nè consapevolezza che il marito della donna fosse un dissidente. Sicché nessuna informazione è stata data al ministro. L’attenzione di un altro Paese, così evidente e tangibile attraverso l’impegno diretto del proprio ambasciatore, e l’utilizzo di un volo non di linea per il rimpatrio delle due cittadine kazake avrebbe dovuto rappresentare elemento di attenzione tale da far valutare l’opportunita di portare l’evento a conoscenza del ministro stesso” ha detto Alfano leggendo la relazione del Capo della Polizia Pansa.

“L’insistenza con la quale i diplomatici del Kazakistan si sono mossi per il rimpatrio imponeva che il ministro fosse informato.” ha continuato il ministro dell’Interno affermando che la faccenda non aveva “caratteri ordinari” e che le dimissioni di Giuseppe Procaccini non saranno le uniche, anzi “Ho chiesto al capo della polizia e al Capo del dipartimento di pubblica sicurezza una riorganizzazione complessiva del dipartimento a cominciare dal dipartimento immigrazione”, ha aggiunto il segretario del Pdl, aggiungendo “farò tutto quanto è nelle mie possibilità affinché un episodio del genere non accada mai più”.

“Ai 100.000 poliziotti che da mattina a sera lavorano per la nostra sicurezza, la ferma vicinanza delle istituzioni repubblicane e del governo” ha concluso il ministro dell’Interno e vice premier Angelino Alfano.
Intanto sempre sul caso Shalabayeva, Palazzo Chigi ha annunciato che il ministro degli Esteri Emma Bonino convocherà l’ambasciatore del Kazakistan Ylemessov per “avere chiarimenti”. L’ambasciatore Kazako ha prontamente risposto: “Sono in vacanza all’estero e non so niente della convocazione, sono stupito della vicenda, Ablyazov è un truffatore” come riportato dall’agenzia Adnkronos. “La donna e la bambina sono a casa ad Almaty e stanno bene e non corrono assolutamente alcun rischio, come è stato comunicato ufficialmente dalla Procura generale kazaka al Viminale. L’espulsione è stata corretta” ha concluso l’ambasciatore.

Anche l’Unione europea si è detta interessata della vicenda e ha chiesto comunque “informazioni alle autorità italiane su quanto avvenuto” nell’espulsione della moglie e della figlia del dissidente per “verificare che siano state seguite le norme europee” in materia di asilo.
Intanto il premier Enrico Letta si è detto fiducioso sulla tenuta della maggioranza: “Non ho alcun dubbio che il governo andrà avanti e che supererà questi ostacoli”.

Al Senato venerdì prossimo sarà discussa la mozione di sfiducia al ministro Alfano presentata da Sel e M5S.

Il Pd prenderà decisione oggi quando si riunirà il gruppo al Senato, il Pdl: “Angelino non si tocca”.