Emma Bonino riferirà oggi alla Commissione per i diritti umani del Senato: la linea della Farnesina è chiara, la priorità del Governo è assicurare piena libertà di movimento, ad Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Muhtar Ablyazov e a sua figlia. Le donne sono attualmente libere ma bloccate in Kazakistan, dopo essere state deportate il 31 maggio da Roma. Nessun ritorno in Italia, dunque, come ipotizzato ieri dal premier kazako Serik Akhmetov, neanche dietro pagamento di una cauzione e garanzie fornite dal nostro governo.

Una nota del ministero degli Esteri kazako afferma che l’espulsione della Shalabayeva “è stata presa dalle autorità italiane” e la Repubblica del Kazakistan “non aveva nessuna possibilità giuridica di influire su questo E’ sorprendente il fatto che le circostanze di questo episodio nella Repubblica italiana siano state raccontate in modo distorto. Il Kazakistan si è rivolto all’Interpol per identificare e arrestare proprio Ablyazov e non qualcuno dei membri della sua famiglia. Ma presentando alla polizia italiana un passaporto falso, A. Shalabayeva ha commesso un reato previsto all’articolo 497 del Codice Penale Italiano, per cui le potrebbe essere privata la libertà personale per un periodo fino a 4 anni”.

La Bonino è nel mirino del Parlamento perchè secondo qualcuno una paladina dei diritti umani avrebbe dovuto agire in modo più eclatante. Un riconoscimento alla Bonino è arrivato dalla figlia maggiore di Alma che ha «ringraziato pubblicamente il ministero degli Esteri italiano per gli sforzi nell’interesse di mia madre e di mia sorella e sono anche consapevole dell’impegno personale del ministro Bonino, certa che sta facendo il possibile per trovare una soluzione».

Intanto preoccupa però la situazione di Alma, formalmente libera, ma in una situazione di «obbligo di dimora» in base alla quale non può lasciare Almaty. La signora è al centro di una inchiesta per aver ottenuto un falso passaporto ma dagli atti emerge che Alma ha un passaporto kazako è ancora valido. Il deputato polacco Tomasz Makowski ha incontrato nei giorni scorsi la donna e ha raccontato al Corriere: “non ho mai visto una persona più spaventata in vita mia. Ci sono reporter dei media kazaki nascosti dappertutto. Le tv locali hanno mostrato materiale che Alma mi ha fatto vedere. Erano riprese registrate dalle telecamere di sorveglia del sistema televisivo a circuito chiuso della stessa casa. Riprese fatte all’interno della proprietà privata. È costantemente sotto la vigilanza delle autorità. Tutto si concentra sulla sua abitazione. Per questo mi sembra difficile poter dire che viva una vita libera».

Qui le immagini diffuse. La tv interessata, la Ktk, ha ammesso di averle ricevute e che non sono stati suoi giornalisti a girarle.