Il caso del sottosegretario Armando Siri, indagato per corruzione, sta mettendo in crisi il governo giallo-verde e non sono mancate accuse dai 5 stelle che chiedevano l’allentamento del politico in quota Lega.  Proprio il fronte leghista aveva attaccato il premier Conte accusandolo di non rispettare il ruolo di arbitro nella vicenda ma di essere schierato con il partito capeggiato da Di Maio.

Ai giornalisti che hanno chiesto di commentare la notizia, Conte ha risposto di aver accettato di fare il Presidente del Consiglio e non l’arbitro e ha aggiunto:

“Ci ritroveremo ragionevolmente mercoledì mattina al Consiglio dei ministri e anche questo problema troverà soluzione. Al Consiglio dei ministri non succederà nulla di clamoroso. Abbiamo deciso di fare un percorso lineare e trasparente, noi lavoriamo per gli italiani. Le sorprese saranno sempre buone per gli italiani”.

Intanto restano poco più di 24 ore per trovare un accordo, per quanto sembri difficile, tra M5s e Lega. Matteo Salvini si dice comunque ottimista e tranquillo:

“Possono aprire tutte le inchieste che vogliono. Se a Siri viene contestato di avere un mutuo, è un reato che stanno compiendo alcuni milioni di italiani che pagano la rata del mutuo”.

Intanto il M5s di Di Maio continua a chiederne le dimissioni del sottosegretario mentre il leader del Carroccio Matteo Salvini, anche alla luce del muovo caso che riguarda l’acquisto di una palazzina a Bresso, difende il suo uomo. Armando Siri, ha fatto sapere ai giornali, che se interrogato dal magistrato si avvarrà della facoltà di non rispondere spiegando che invece sarebbe disponibile a presentarsi per rendere dichiarazioni spontanee e depositare una memoria.