La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’ex terrorista e ha confermato l’ergastolo per Cesare Battisti confermando la pena e rigettando il ricorso alla sentenza della corte di Appello di Milano che aveva già negato la commutazione della pena in quella di trentʼanni di reclusione. Secondo quanto si legge dalla nota diffusa dalla Corte:  “Le questioni sollevate con il ricorso, respinto, concernevano la persistente efficacia dell’accordo di commutazione della pena stipulato tra le Autorità italiane e brasiliane, in vista dell’estradizione dal Brasile, poi non avvenuta, nonché la legittimità della procedura culminata nell’espulsione del condannato dalla Bolivia”.

I legali avevano infatti presentato un ricorso, composto da 31 pagine di valutazioni, sostenendo l’illegittimità della mancata commutazione dell’ergastolo in 30 anni di carcere per l‘ex terrorista, arrestato a gennaio in Bolivia e consegnato all’Italia per scontare la pena per i quattro omicidi commessi.

Nel ricorso già respinto dalla Corte d’Appello di Milano i giudici avevano sottolineato nella sentenza che se l’ex terrorista Pac avesse voluto far valere l’accordo di estradizione italiano-brasiliano “non avrebbe dovuto allontanarsi volontariamente dal Brasile e non avrebbe dovuto opporsi alla conclusione della procedura estradizionale con la sua consegna all’Italia” dal paese sudamericano.

La decisione della prima sezione penale della Corte di Cassazione è stata assunta stamani, all’esito dell’udienza in camera di consiglio confermando in toto l’operato della Corte di Milano. Insomma la Corte di Cassazione ha ritenuto corretta la decisione del Corte d’Assise di Appello, la magistratura italiana ha detto no alla cancellazione dell’ergastolo per Cesare Battisti.