Cesare Battisti chiede lo sconto di pena. Dopo essere stato catturato in Bolivia, è rientrato in Italia e subito rinchiuso in carcere. Ora vorrebbe che l’ergastolo venga commutato in una condanna a 30 anni. Il suo legale ha già depositato l’istanza presso la Corte d’Assise d’Appello di Milano alla quale è stato chiesto di applicare gli accordi di estradizione tra Italia e Brasile che, sempre secondo la difesa, prevedevano una pena di 30 anni e non l’ergastolo.

L’esposizione mediatica ha registrato un (a dir poco) ‘straordinario’ rincorrersi, il giorno stesso, di pubbliche dichiarazioni da parte di ministri dell’attuale esecutivo, che si sono espressi in termini di assoluta certezza, tanto sull’entità della pena che l’arrestato dovrà in concreto scontare, tanto sulle specifiche modalità penitenziarie.

Queste le parole del difensore di Battisti secondo cui sarebbe “necessaria una pronuncia chiara e definitiva” sulla pena da parte dei giudici di Milano. L’Italia, di fatto, dovrebbe rispettare l’accordo preso con il Brasile, ovvero quello di rideterminare la pena di Battisti da ergastolo a 30 anni nonostante i Ministri della Repubblica non siano affatto d’accordo.

Il sostituto pg Antonio Lamanna, titolare del fascicolo, ha già dato parere negativo all’istanza presentata dal difensore. Adesso toccherà ai giudici decidere una volta per tutte. Battisti, dunque, non vuole rimanere dietro le sbarre per sempre.