Andrea Camilleri è uno dei più grandi scrittori viventi. Un maestro a cui si devono alcune delle pagine più belle della nostra letteratura contemporanea. Chi è abituato a creare storie guarda il mondo in modo diverso. Può farlo anche stando fermo in una stanza, a occhi chiusi, e fare viaggi straordinari che ci portano lontano. A 93 anni benché privato della vista, Camilleri continuava a inventare storie. Un rapporto intenso con i lettori che conduceva nel suo mondo e ci faceva comprendere come sia vivida e fertile la sua immaginazione. Come si possa vedere oltre, oltre gli errori dell’uomo, oltre quelli della storia.

Andrea Camilleri parlava lo scrittore del suo personaggio più famoso, Montalbano: “Montalbano, per me, dopo vent’anni è un parente al quale voglio bene, ma nello stesso tempo è un personaggio scomodo. Perché il suo successo trascinava al successo anche gli altri romanzi, i miei romanzi storici, i miei romanzi civili. Quindi, lo odio e lo amo”.

L’ultima sperimentazione è stato il testo della “Conversazione su Tiresia“, in libreria per Sellerio, che  rappresenta un’altra sfida per il novantatreenne Andrea Camilleri, padre del Commissario Montalbano, che ha voluto proporre al suo pubblico in chiave ironica e poetica ma anche caustica, maliziosa e dissacrante, un personaggio per ordire una trama che si è rivelata catartica proprio come le antiche tragedie greche. La narrazione avviene nel Teatro Greco di Siracusa, oggi il monumento più famoso della città e sin dall’antichità l’edificio per gli spettacoli più importanti del mondo greco-occidentale, altissimo esempio di architettura civile. Fu anche luogo di culto e di grandi assemblee popolari, sede di processi pubblici e, in epoca romana, fu pure adattato a esibizioni circensi e di varietà. Quasi dimenticato nel Medioevo, nei secoli successivi il teatro è stato oggetto di trasformazioni, spoliazioni, danneggiamenti e asportazioni che oggi lasciano visibile solo la sua gigantesca impronta ricavata nella roccia che ha affascinato viaggiatori e artisti dal 1700 alla metà del 1800. Ancora oggi richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori che ne vogliono ammirare la maestosità o che vogliono assistere alle rappresentazioni teatrali classiche che vi si svolgono tra la primavera e l’estate.

“Non vedo, ma sogno” queste le ultime parole dell’ultima intervista di Camilleri. Da oggi, forse, ci basterà chiudere gli occhi per capire il messaggio di un uomo che ha saputo immaginare il futuro.

Andrea Camilleri, il ricordo di Luca Zingaretti

L’attore e volto per tutti del commissario Montalbano, Luca Zingaretti, affida al suo profilo instagram il ricordo a Camilleri scrivendo:

E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verita’ che ha raccontato tutti noi e il nostro paese.
Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l’immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei.
Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita.  Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perchè il tuo commissario è così che la pensa. A volerti bene no. Quello già sapevo farlo dai tempi dell’accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi. Ho imparato che il valore delle persone non c’entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono.
Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, “Montalbano sono!” dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa.
Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca

Andrea Camilleri è morto: la Rai lo ricorda con una programmazione speciale

Tutte le reti Rai, a cominciare da Rai1, hanno modificato in corsa la loro programmazione, e lo faranno nel corso dell’intera giornata, per ricordare il maestro Andrea Camilleri, scomparso stamattina a 93 anni. Tra i tantissimi  appuntamenti vogliamo segnalare quelli della serata su Rai 1: subito dopo il Tg1, alle 20.35, andrà in onda uno Speciale Porta a Porta, seguito da Conversazioni su Tiresia. Scritto e interpretato da Andrea Camilleri, per la regia teatrale di Roberto Andò e la regia televisiva di Roberto Andò e Stefano Vicario, è lo spettacolo andato in scena al Teatro Greco di Siracusa lo scorso 11 giugno 2018, di fronte a 4mila spettatori. Conversazione su Tiresia è un racconto mitico, pensato, scritto e narrato da Andrea Camilleri che “cunta” la storia dell’indovino cieco, le cui vicende attraverso i secoli si intrecciano a quelle dello stesso scrittore.