Olimpiadi, Juventus e razzismo sono stati i temi che Chiara Appendino ha affrontato nella sua intervista rilasciata a Chiambretti per #CR4 – La Repubblica delle donne. La sindaca del Movimento 5 Stelle ha motivato la scelta di ritirare la candidatura di Torino alle Olimpiadi del 2026 insieme a Milano e Cortina, ha parlato della Juventus e ha voluto rispondere a Eniola Aluko, che recentemente ha lasciato la proprio la Vecchia Signora, per aver bollato la città come razzista.

La sindaca di Torino, interrogata sulle Olimpiadi e sulle Atp Finals, ha raccontato: “Torino decise di candidarsi (alle Olimpiadi ndr), ma poi si decise di portare avanti un modello che vedeva più città coinvolte. Penso che per Torino sarebbe stata un’ottima opportunità se fosse stata da sola. Penso inoltre che la città avesse bisogno di qualcosa di più di fare un’olimpiade con altre due città, un evento che avevamo già visto ma in versione ridotta, e per questo ho candidato Torino per le Atp Finals (il torneo con i migliori 8 giocatori del mondo di tennis ndr) e abbiamo vinto. 40 città candidate al mondo, un evento attrattivo con 250.000 persone all’anno per ogni edizione.”

Sulla sua tesi di laurea nell’ambito calcistico all’università Bocconi ha raccontato: “Ho fatto una tesi specialistica in cui ho costruito un sistema per valutare l’impatto economico e finanziario del parco giocatori, come fosse un po’ il cespite, come fosse una macchina che produce in un’azienda industriale. Mi occupavo di pianificazione e controllo di gestione”.

Interrogata sulle cause della ricapitalizzazione della Juventus, ha commentato: “È difficile giudicare da esterna non vedendo i numeri e conoscendo i bilanci. Quando lavoravo lì ai tempi, c’erano degli elementi per cui i diritti televisivi in base a se ti qualificavi agli ottavi, ai quarti, alle semifinale o alla finale di Champions League avevano un impatto economico. La Juventus ha fatto grandi investimenti in questi anni: l’importante è che ricapitalizzi”.

Sull’attaccante nigeriana naturalizzata britannica Eniola Aluko, che recentemente ha lasciato la Juventus e la città di Torino dichiarando che “Torino sembra un paio di decenni indietro rispetto all’apertura verso diversi tipi di persone” e si sentiva “trattata come Pablo Escobar”, la sindaca ha commentato: “È ovvio che se lei si è sentita così mi dispiace perché qualcosa sicuramente è accaduto; però ci tengo a ribadire che Torino non è una città razzista, ha una storia di accoglienza. Abbiamo ospitato il Presidente della Repubblica per i 55 anni del Sermig, un luogo dove si accoglie: pochi luoghi di questo tipo ci sono in altre città d’Italia. Poi se ci sono dei comportamenti individuali, questi sono di responsabilità individuale”. 

Sul Claudio Marchisio, che ha difeso la città dicendo che “le energie positive e l’umanità di Torino battono il razzismo” ha aggiunto: “Claudio Marchisio non è solo un grande giocatore ma una persona di straordinaria umanità: il fatto che si esponga così su questi temi non è solo qualcosa che appartiene alla città ma qualcosa su cui dovremmo interrogarci tutti. Non giudico le scelte della Juventus ma a me Marchisio piace, avrei voluto vederlo giocare fino alla fine della sua carriera”.