Disordini in Cile per l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, meglio scontri sono morte 3 persone e a Santiago è stato imposto il coprifuoco che non si vedeva dai tempi di Pinochet. Carri armati, centinaia di soldati in strada e ora anche un coprifuoco: il Cile è diventato una polveriera pronta a deflagrare e dove gli equilibri sono sempre più deboli e dove la popolazione è disperata.

Il presidente Sebastian Pinera ha deciso di sospendere i rincari dei biglietti della metro ma la rabbia della popolazione non si placa. Il presidente ha nuovamente parlato alla popolazione sospendendo i rincari e dicendo: “Ho ascoltato con umiltà la voce della gente e non avrò paura di continuare a farlo, perché così si costruiscono le democrazie”. 

Intanto il generale Javier Iturriaga del Campo, incaricato della sicurezza a Santiago del Cile durante lo stato di emergenza dichiarato dopo le violenze dei giorni scorsi, ha ufficializzato che nella capitale cilena e nei dintorni sarà in vigore un coprifuoco dalle 22 alle 7 del mattino. L’esercito aiuterà la polizia a pattugliare le strade durante l’emergenza dichiarata per 15 giorni. Eventi culturali e sportivi sono stati cancellati e i negozi sabato sono rimasti chiusi, come pure l’intera rete di trasporto sotterraneo

Negli scontri hanno perso la vita tre persone, sono state vittime di un incendio scoppiato in un supermercato saccheggiato a circa 20 km da Santiago.

Centinaia di soldati stanno presidiando le strade di Santiago, per la prima volta dal 1990, quando il Cile tornò alla democrazia dopo la dittatura di Augusto Pinochet: nonostante tutto la popolazione continua a protestare.