“La procedura d’infrazione per debito eccessivo nei confronti dell’Italia è giustificata, perché la regola del debito non è stata stata rispettata nel 2018, nel 2019 e non lo sarà nel 2020” questa la motivazione che scrive la commissione Ue all’Italia. Il debito pubblico rimane quindi il grande tallone d’Achille del nostro Paese, un problema che rende la nostra economia vulnerabile. La Commissione Europea ha inviato anche alcune raccomandazione al governo indicando delle riforme per ridurre il peso della spesa pubblica e per attuare spese pro-crescita.  Tra le raccomandazione dell’Ue all’Italia quelle di usare le entrate inattese per abbattere il debito, spostare la tassazione dal lavoro, combattere l’evasione, specialmente l’omessa fatturazione, rafforzando l’uso di pagamenti elettronici, e abbassando la soglia per i pagamenti in cash.

Il commissario agli affari economici Pierre Moscovicim, nonostante ammette che la porta per l’Italia è aperta e c’è la disponibilità per colloquiare con il Governo, dice: “I dati 2018 per l’Italia sono problematici su due fronti: invece di essere ridotto, il debito sale da 131% a 132% e il deficit strutturale che avrebbe dovuto calare di 0,3% peggiora di 0,1%, creando un gap di 0,4%. Sfortunatamente anche per il 2019 vediamo un peggioramento dello strutturale, mentre il Consiglio aveva raccomandato uno 0,6% di miglioramento e le autorità italiane si erano impegnate a dicembre a non peggiorarlo”.

Intanto il premier Conte dal Vietnam assicura che farà di tutto per evitare la procedura e dice:“Ci sono delle regole europee che vengono applicate, ma c’è la determinazione a dare un contributo critico per modificarle. (…) trascinarsi in regole vecchie e considerarle dei dogmi rispetto a una competizione mondiale significa avere le unghie spuntate. Per questo l’Italia deve impegnarsi per cambiare le regole”.