E’ partito il Conclave e, com’era prevedibile, la prima fumata è stata nera. Si aprono le scommesse: chi dice che oggi avremo il nuovo Papa, chi fra 10 giorni, chi entro domenica. Il pronostico più accreditato sentenzia giovedì. Un vecchio film del 1959 di Mauro Bolognini, Arrangiatevi: Peppino De Filippo, genero di Totò, scommette i soldi della caparra per un appartamento in costruzione, sull’esito della fumata bianca. Siamo nel 1958, quando viene eletto Giovanni XXIII, il Papa buono. Perde e deve trasferirsi, con tutta la famiglia, in un ex casa di tolleranza, nel cuore di Roma. Naturalmente, tace tutto a moglie e figlie che, ignare, sono entusiaste della nuova sistemazione. Da qui, una serie di equivoci che animeranno la pellicola fino alla fine.

Tutti sappiamo che fumata nera significa che il consesso dei cardinali non ha trovato un accordo, fumata bianca, il Papa è stato eletto. E quella gialla? Le fumate vengono prodotte da delle stufe poste nella Cappella Sistina, solo nel periodo del Conclave. Un affresco interessante sulla scelta di un nuovo pontefice con tutto il suo corollario di protocolli e rituali è Habemus Papam, titolo emblematico, di un film scritto e diretto da Nanni Moretti nel 2011.

Per essere eletto, il nuovo pontefice deve ricevere, almeno, 2/3 dei voti, altrimenti la seduta è considerata nulla e parte la fumata nera. Si bruciano, nella stufa, le schede, i documenti ed eventuali appunti della sessione appena fallita con una combinazione di percolato di potassio, antracene e zolfo, che produce del fumo nero, smaltito attraverso un camino visibile da piazza San Pietro. Qualcuno, in questi tempi di grande attenzione all’ambiente, si è domandato se si tratti di una sostanza tossica. Al prossimo Papa l’ardua sentenza.

La fumata bianca annuncia il raggiungimento del quorum: in un’altra stufa, in un locale attiguo alla Cappella Sistina, vengono bruciate le schede della votazione con una miscela di clorato di potassio, lattosio e colofonia, in grado di creare del fumo bianco, visibile da un comignolo in piazza San Pietro. In passato, al posto della sostanza chimico, veniva usata della paglia umida. Poco dopo la fumata, il nuovo pontefice si affaccia dal balcone della basilica.

La fumata gialla, invece, è una semplice prova di funzionamento della stufa e avviene prima dell’inizio dei lavori del Conclave. Essendo del 1939, l’attrezzo, nel 2005, è stato affiancato da un congegno elettronico, dotato di fumogeni artificiali, per garantire il buon andamento delle fumate. Infatti, in alcuni casi il colore delle fumate risultava ambiguo. Proprio durante l’elezione di Ratzinger ci furono diversi equivoci e incertezze tanto da spingere il Vaticano a introdurre la suonata delle campane di San Pietro per l’annuncio del nuovo successore di Pietro. Che fosse un segno premonitore?