È finito l’incubo di una giovane ragazza che, tempo fa, era stata costretta a sposarsi con un uomo più grande di lei di 16 anni. Lo stesso che, quando aveva appena 13 anni, l’avrebbe violentata. A costringerla sarebbe stata sua madre che le avrebbe chiesto di andare in Pakistan per una vacanza in famiglia e le avrebbe promesso persino di comprarle un cellulare. E, invece, lì sarebbe stata costretta a convolare a nozze con un uomo che non gradiva affatto. Costretta a dire tre volte “accetto”. Il giorno più brutto della sua vita.

Ora è il Tribunale di Birmingham, dove le due vivevano, a condannare la madre della vittima a 4 anni e mezzo di carcere con l’accusa di matrimonio forzato. “Mi ha tirata per un braccio e tenuta stretta finché lui non mi ha infilato l’anello” ha raccontato la giovane pakistana che ha dovuto firmare le carte dinanzi ad un imam senza neanche averle lette (sempre stando al suo racconto). “Non volevo sposarlo” ha ribadito, singhiozzando davanti ai giudici che poi le hanno dato ragione.

Una volta lasciato il Pakistan e rientrando in Italia, ha deciso di raccontare l’accaduto al suo medico che ha riferito tutto ai servizi sociali. Così è partito il processo che ha portato alla condanna della madre. In Inghilterra la legislazione contro i matrimoni forzati è stata introdotta nel 2014: da quel momento sono stati denunciati 1.200 casi mentre questo è stato il primo processo in cui a testimoniare c’era la vittima.