Il governo giallo-rosso incassa la fiducia dal Senato: scontro tra il premier Giuseppe Conte e il leader della Lega Matteo Salvini. Il governo Conte bis, dopo la fiducia al Camera, ottiene la fiducia anche al Senato con 169 sì,8 voti in più rispetto alla necessaria maggioranza politica di “quota 161”.

Il clima si surriscalda immediatamente con un’agguerrita tifoseria della Lega tra urla e richieste di elezioni. La leghista Lucia Borgonzoni ha aperto le danze esibendo in Aula una maglietta che esortava: “Parliamo di Bibbiano!” costringendo la presidente Casellati a richiamarla.

A palazzo Madama l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini torna ad attaccare l’esecutivo formato da Pd e M5s:

“Siamo pubblici dipendenti, dovremmo essere contenti di essere giudicati dai nostri datori di lavoro: chi non vuole passare dal voto vuol dire che non ha la coscienza a posto. (…) Abituatevi alle piazze, siete la minoranza nel Paese: siete la maggioranza solo nei giochi di palazzo per salvare le poltrone. (…) Non la invidio, presidente Conte-Monti. Si vede uno quando ha il discorso che gli viene da dentro e quando uno deve eleggere un compitino a cui non crede neanche lui. Siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, Renzi, Monti”

Salvini si rende disponibile a collaborare con il nuovo ministro dell’Interno Lamorgese per i dossier aperti al Viminale e dice: precisato: “Mi auguro che non si pieghi ai ricattucci della sinistra cancellando i decreti sicurezza perché farebbe il male di questo Paese”.

Le opposizioni garantiranno uno scontro duro, almeno secondo quanto hanno riferito durante le intenzioni di voto.