Non era in discoteca quella sera. Si difende così, stando al racconto del “Corriere della Sera”, il 17enne che avrebbe utilizzato lo spray urticante e che avrebbe causato il fuggi fuggi generale fino alla strage e quindi al decesso di sei persone, tra cui una giovane mamma. È indagato per omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e colpose anche se gli inquirenti hanno ancora alcuni dubbi. Non è certo che sia stato lo spray a causare questa tragedia. Lui, intanto, nega tutto e dice che quella sera non si trovava lì ma di essere stato con la fidanzatina. La notte l’avrebbe trascorsa in un residence dove i carabinieri hanno poi rivenuto della cocaina (si è trovato “nel luogo sbagliato, al momento sbagliato e con le persone sbagliate”).

A chiamare il giovane in causa sono state tre testimonianze rese, però, in “modo generico” e senza “indicazioni circostanziate”. Quindi massima prudenza. Anche la nonna del giovane lo difende sostenendo che quella notte l’avrebbe “passata con la sua ragazza”: “Non è andato a ballare a Corinaldo, alcuni ragazzini puntano il dito contro di lui ma si sbagliano”. E sulla droga trovata in quel residence, la nonna giura: “Non era sua”. Nei confronti del ragazzo non è stato adottato alcun provvedimento restrittivo.