Paolo Arata, imprenditore dell’energia e ex deputato di Forza Italia e consigliere Lega, è stato arrestato insieme al figlio Francesco nell’ambito di un processo per corruzione e riciclaggio. Sono accusati di corruzione, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni, nell’ambito di un’indagine su un presunto giro di mazzette alla Regione siciliana. I due sarebbero soci occulti dell’imprenditore trapanese dell’eolico Vito Nicastri, ritenuto dai magistrati tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro. Paolo Arata nei mesi scorsi, tramite twitter, era stato presentato da Salvini come un consulente della lega per l’energia e il suo nome era circolato anche per la presidenza dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Gli Arata sono indagati da mesi per un giro di mazzette alla Regione siciliana che coinvolge anche Nicastri, tornato in cella già ad aprile perché dai domiciliari continuava a fare affari illegali. Il giudice di Trapani ha disposto l’arresto per Nicastri, già detenuto in carcere, e per il figlio dell’uomo. Ai domiciliari è finito invece l’ex funzionario regionale dell’Assessorato all’Energia Alberto Tinnirello, accusato di corruzione.

Il processo nelle settimane scorse aveva svelato anche alcune intercettazioni che pare rivelassero una mazzetta, da parte di Arata, all’ex sottosegretario alle Infrastrutture leghista Armando Siri. Il Presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, in un tweet scrive:

“Arrestato Arata. Corruzione e mafia vanno combattute con la massima durezza. Ora in Regione Sicilia chi aveva dato concessioni per i 2 parchi eolici in questione con grande leggerezza dovrà fornire risposte!”.