Un piccolo giallo si sta sollevando sulla natura dei resti individuati e recuperati il 26 settembre dal relitto della Costa Concordia. Mentre all’inizio si pensava con forza che potessero appartenere alle due persone disperse nel naufragio, Russel Rebello e Maria Grazia Trecarichi, ora c’è il forte dubbio che addirittura quelle ossa non siano umane.

Franco Gabrielli, capo della Protezione civile e commissario governativo per l’emergenza legata alla Concordia, ha dichiarato: “Non è possibile ancora dire né se i resti ossei trovati nei pressi della nave Concordia siano di origine umana, né, tantomeno, riferirli a qualcuno in particolare. Invito tutti ad attendere pazientemente i risultati degli esami“. E’ in corso infatti l’analisi del Dna su quei resti. Ci vorrà qualche giorno per i risultati (foto by InfoPhoto).

Solo un giorno fa Elio Vincenzo, marito di Maria Grazia Trecarichi, aveva detto: “Ho ricevuto la telefonata di un funzionario della Costa Crociere che mi ha detto che hanno trovato resti di ossa umane. Si è riaccesa la speranza“.

Ma l’impazienza per mettere la parola fine all’incertezza aggiuntiva verso quello che resta comunque un incubo va frenata. Solo l’analisi scientifica dirà se si può voltare pagina o se invece i sommozzatori dovranno continuare nella loro opera.