Sei morti, 64 feriti e 17 dispersi, ma le ricerche continuano e quindi i numeri sono in continuo aggiornamento.

Questo il bilancio in fase di aggiornamento del naufragio della Costa Concordia, nave da crociera da circa 500 milioni di euro e 292 metri di lunghezza.

La nave era partita circa due ore prima da Civitavecchia con a bordo oltre 4229 persone quando, alle ore 21.30 circa, ha impattato con uno scoglio di punta Gabbianara, sull’isola del Giglio, in Toscana. Dopo l’impatto, il capitano della nave ed il suo equipaggio hanno effettuato una manovra in extremis, anche gettando le ancore in mare per virare ancor più velocemente, che ha portato la nave su una secca dove si è potuta adagiare al fondale senza colare completamente a picco.

Fortunatamente a quell’ora molti passeggeri erano a cena, radunati nel ristorante, altrimenti il bilancio sarebbe potuto essere ben peggiore. Gli abitanti dell’isola si sono resi disponibili approntando in fretta e furia l’accoglienza per oltre 4000 persone, giunte a bordo delle scialuppe di salvataggio della nave da crociera, aprendo bar e negozi.

Per quanto riguarda le cause dell’incidente, si pensa che siano da attribuire all’abitudine che hanno le navi da crociera di avvicinarsi all’isola del Giglio per salutarne gli abitanti. “Mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato. Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi”, queste le parole del comandante della nave Francesco Schettino per il quale la Procura di Grosseto ha disposto il fermo. I reati contestati sono omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave, il tutto mentre molti passeggeri dovevano ancora essere tratti in salvo.

Il direttore Costa Crociere si è mostrato ai microfoni profondamente e personalmente colpito dalla tragedia, ribadendo che in oltre 60 anni di storia della Costa, non è mai accaduto nulla di simile, una tragedia senza precedenti. Ha inoltre dato la massima disponibilità affinché si faccia luce sul naufragio, dichiarando che la nave è provvista dei più sofisticati sistemi di sicurezza e di registrazione, “qualcosa in più della scatola nera”; per questo è certo che le autorità riusciranno a chiarire le cause della tragedia.