Il termine dabbasso nasce dall’ univerbazione della locuzione avverbiale ‘da basso’, dove per univerbazione si intende il processo che nella grafia unisce due parole in origine separate, determinando il  raddoppiamento sintattico della consonante iniziale del secondo elemento; in questo caso la “b”.

Il significato del termine è dunque quello di ‘in basso’, ‘giù’, ‘di sotto’, con valore di stato in luogo (es. “ti aspetto dabbasso”; “che cosa fate giù d.”) o moto a luogo (es. “scendemmo dabbasso”; “vieni d.”).

Trattandosi di un avverbio di luogo, la parola dabbasso costituisce inoltre una  parte invariabile del discorso e la sua funzione è quella di specificare il luogo di un’azione o la collocazione di una persona o di un oggetto nello spazio.

Esempi di utilizzo del termine sono costituiti dalle frasi: “C’è dabbasso la governante, l’ho incontrata che la correva per le vie come una pazza domandando a tutti se avessero veduta una bambina cosi e così, e ne dava i connotati.” (Biblioteca pei fanciulli, Carolina Luzzatto); “Se ingannandomi riesci a farmi scendere dabbasso, mi dimostrerai che possiedi una certa abilità.” (Una torre per il calore estivo , Li Yu); “Il nonno, scendendo dabbasso la mattina presto, scompigliava i capelli sulla testa del ragazzo addormentato” (Fratello cicala, John Updike).