Il termine Dacron costituisce il nome commerciale di una fibra tessile sintetica (il tetrapolietilene) ottenuta per condensazione dell’acido tereftalico e del glicol etilenico; impiegata nella lavorazione di tessuti e materiali tessili industriali. Dacron è tuttavia il marchio con cui il filato è stato registrato in America nel 1951 (dall’azienda chimica DuPont), quindi meglio conosciuto Italia con il nome di Tèrital, oppure Teryl, Trevira, Tetoron, Diolin o Terlenka, a seconda del paese di produzione. Caratterizzato da una buona durata nel tempo ed elevata resistenza all’umidità ed al sole, il Dacron è largamente impiegato nell’industria dell’abbigliamento per confezionare indumenti antipiega, altrimenti noti come wash-and-wear, ma anche nella realizzazione di tendaggi e tappeti, per fabbricare vele per imbarcazioni, cordami, cinghie, nonché nella realizzazione di vasi sanguigni artificiali.

La produzione del Dacron prevede essenzialmente quattro fasi: resinatura, fissaggio, calandratura e appretto. Nella resinatura il tessuto viene impregnato di una resina a base di formaldeide, che lo plastifica. Successivamente viene riscaldato fino a far ritirare il filato di poliestre del 10%; processo che rende la trama più compatta. Per aumentarne ulteriormente la compattezza, il tessuto viene quindi fatto passare attraverso dei rulli riscaldati, che stabilizzano le tensioni. Infine si spruzzano sul tessuto resine sintetiche epossidiche, per rendere migliore la finitura superficiale.