Con il verbo damaschinare (der. dal nome della città di Damasco) ci si riferisce all’ atto di sottoporre un oggetto d’ acciaio (spec. una lama) alla damaschinatura, ossia una particolare tecnica di lavorazione artistica dei metalli, diffusasi a partire dall’ XIII e XIV sec., specie a Damasco, e consistente nella realizzazione di sottili intarsi moreschi o arabeschi d’ oro e d’ argento. Originariamente ottenuta con la saldatura di lamine metalliche di diversa cromia, la damaschinatura venne in seguito ottenuta artificialmente (con una tecnica simile all’ agemina), incidendo la superficie del metallo più duro con sottili solchi paralleli, nei quali venivano poi battuti fili o fogli d’ oro o d’ argento. La superficie veniva infine levigata e lucidata, producendo incantevoli effetti decorativi policromi. Tale tecnica veniva spesso eseguita su spade, armature e scudi, ma anche su oggetti più raffinati, così da conferire loro maggiore eleganza. Sebbene i primi oggetti damaschinati siano stati prodotti in Cina o in Egitto, quest’ arte prende tuttavia nome dalla città di Damasco, capitale della Siria, poiché è qui che raggiunse una tale raffinatezza da esser in seguito richiesta e replicata in varie parti d’Europa, sviluppandosi soprattutto a Toledo, in Spagna, a partire dal XVI secolo. Sinonimi di damaschinare possono essere considerati: ageminare, intarsiare e damascare.