“I migranti? Metto a disposizione le baracche, quelle dove attualmente vivono 10mila messinesi tra amianto, fogne a cielo aperto e sporcizia”, questa la provocazione lanciata all’Adnkronos da Cateno De Luca, sindaco di Messina che non è nuovo a colpi di scena. “Qualcuno mi accuserà di razzismo? Prima, però, dovrà spiegarmi perché in quelle strutture fatiscenti può viverci un italiano ma un migrante no ha aggiunto.

A Messina, infatti, sabato notte sono arrivati i migranti soccorsi dal pattugliatore della Guardia Costiera, la Diciotti, e rimasti al porto di Catania per cinque giorni in attesa dell’ok del Viminale allo sbarco. Un’autorizzazione che è arrivata solo quando Chiesa, Irlanda e Albania hanno deciso di aiutare l’Italia e solo dopo che il Ministro dell’Interno Matteo Salvini venisse indagato dalla Procura di Agrigento per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio.

I migranti, intanto, sono stati condotti a bordo di pullman nell’ex caserma del rione Bisconte a Messina “senza che nessuno si sia degnato di chiamarmi per coinvolgermi in questa storia” ha detto il sindaco della Città dello Stretto. Insomma, a suo dire, non ne sapeva nulla. “Per me non ci sono, quando qualcuno riterrà di chiamare il sindaco per avvisarlo di questa presenza nel suo territorio, ne riparliamo” ha spiegato parlando di “volgarità istituzionale”.