L’andirivieni di Silvio Berlusconi da sostenitore del Governo a netto oppositore ha la regolarità di un orologio. Ma le oscillazioni del pendolo sono sempre più sbilanciate verso l’abbandono della coalizione che ha portato alla nascita dell’Esecutivo guidato da Enrico Letta.

E’ naturale che ad una riunione dei giovani falchetti raggruppati da Daniela Santanché l’ex premier si mostri rapace. La questione è sempre quella del voto sulla sua decadenza dalla carica parlamentare che il Senato dovrà effettuare. Berlusconi (foto by InfoPhoto) ha definito “incredibile” che il Pd “chieda ai nostri ministri e senatori di continuare a collaborare al governo, quando loro si rendono responsabili dell’omicidio politico del leader del Pdl“. Quando uno dei giovani falchetti gli ha chiesto se i cinque ministri Pdl potranno restare al Governo in caso di decadenza, il Cavaliere ha risposto: “Non credo. Ma loro amano fare i ministri. E’ comprensibile l’attaccamento al posto“.

E dice la stessa cosa di quei senatori del Pdl pronti a votare la fiducia all’Esecutivo. Insomma, la rottura con l’ala “ministeriale” guidata da Angelino Alfano sembra ormai definitiva. A meno di altri colpi di scena.