Tutto secondo copione, compreso il dramma finale. Muro contro muro tra Pdl-Lega da una parte e centrosinistra-M5S dall’altra. Nella sessione serale del 18 settembre la Giunta per le elezioni del Senato (foto by InfoPhoto) ha bocciato la relazione di Andrea Augello, Pdl, in cui chiedeva di convalidare l’elezione di Silvio Berlusconi alla luce della sua condanna per frode fiscale e della legge Severino.

E’ quindi il primo passo per arrivare alla decadenza dell’ex presidente del Consiglio dalla sua carica di senatore. I componenti di Pdl e Lega hanno abbandonato la Giunta prima del voto finale. Augello è rimasto. I voti sono quindi stati 15 contro la relazione, 1 a favore. Il centrodestra ha lasciato l’aula perchè, come spiega il capogruppo Pdl nella Giunta, Nico D’Ascola: “Riteniamo che il giudizio della Giunta sia pregiudicato nel suo risultato, pertanto abbiamo ritenuto che il prosieguo della nostra partecipazione a questi lavori fosse del tutto inutile“.

Secondo le procedure e la consuetudine, il presidente della Giunta Dario Stefàno, di Sel, ha nominato se stesso come nuovo relatore. Il 19 settembre si recherà dal presidente del Senato, Pietro Grasso, per concordare la data della nuova seduta pubblica della Giunta, in cui lo stesso Berlusconi potrà essere ascoltato, assistito da un legale. Subito dopo ci si riunirà in camera di Consiglio per un nuovo voto sulla decadenza. Successivamente questa documentazione verrà trasmessa all’aula del Senato, che dovrà procedere al voto definitivo, a scrutinio segreto. Si prevedono dieci giorni per la nuova riunione in Giunta e probabilmente poco meno di un mese per il voto finale al Senato.

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