Non sono tardate le reazioni nel resto del mondo politico dopo il voto che ha ufficializzato la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.

Innanzitutto il ministro dell’Interno Angelino Alfano, leader del Nuovo centrodestra: “E’ una giornata che riteniamo brutta per il Parlamento e per l’Italia. Viene ad essere estromesso dal Parlamento un uomo che milioni di cittadini avevano votato perchè guidasse una coalizione anche di governo. Noi rivendichiamo con forza la storia di questi 20 anni e le nostre idee in materia di giustizia“.

Il vicepremier (foto by InfoPhoto) ha insistito sulla riforma della giustizia: “Questa decadenza è ingiusta, perchè retroattivamente le norme non si applicano quando sono afflittive. Ora anche il Pd non ha più alibi. La riforma della giustizia non può uscire dall’agenda del Governo e del Parlamento nei prossimi mesi. Ci sono temi convergenti, come la privacy riguardo alle intercettazioni o l’abuso della custodia cautelare. Io mi auguro davvero che il Parlamento possa procedere con una riforma che vada verso una maggiore efficienza delle istituzioni. Se dovessimo portare a termine questa missione, avremmo rafforzato il senso della nostra partecipazione a questo Governo“.

E’ affranta Marina Berlusconi: “Mio padre decade da senatore, ma non sarà certo il voto di oggi a intaccare la sua leadership e il suo impegno. Questo Paese e questa democrazia devono vergognarsi per quello che mio padre sta subendo. Questa politica si dovrà pentire di essersi ancora una volta arresa ad una magistratura che intende distruggere chiunque provi ad arginare il suo strapotere“.

Guglielmo Epifani, deputato e segretario del Pd, ha commentato: “Il Senato non ha fatto altro che il suo dovere applicando la legge. Chi grida al golpe, minaccia sfracelli sceglie la strada dell’avventura. La strada giusta era questa. Altrimenti avremmo avuto la legge della giungla. Questa non è stata la strada per battere un avversario politico“.