Alessandro Di Battista potrebbe tornare in campo. Uno dei volti storici del Movimento Cinque Stelle ha fatto sapere di essere pronto a ricandidarsi dopo le Europee:

Se dopo le elezioni europee dovesse saltare questo governo, io mi ricandiderei. Non mi auguro che accada e non credo che avverrà anche perché questo esecutivo, per merito dei 5 stelle, sta portando avanti cose interessantissime. Mi auguro con tutto il cuore che le prossime politiche ci siano tra 4 anni e lì ci sarei.

Di Battista ha deciso di ritirarsi, o quanto meno di auto-sospendersi dalla scena politica, così da dedicare più tempo alla sua famiglia e anche ai suoi hobby. Ha viaggiato e dedicato più tempo a se stesso. Adesso, invece, mira a riconquistare il Movimento Cinque Stelle senza prendere il posto del collega Luigi Di Maio:

C’è Luigi Di Maio che è capo politico.

A chi gli chiede se possa candidarsi a sindaco di Roma, lui replica: “Non sono all’altezza di essere il sindaco di Roma. Virginia Raggi è all’altezza sempre di più”.

Ospite di “Accordi e Disaccordi”, Di Battista affronta anche il caso Siri, il sottosegretario ai Trasporti indagato per corruzione che la Lega in questi giorni ha difeso a spada tratta nonostante l’ultimatum del Premier Conte:

A me non frega niente della conclusione di questa indagine, non è questo il punto per me e onestamente l’ha colto perfettamente il presidente Conte. Il punto non è questa inchiesta. Io auguro a tutti i cittadini di uscire puliti dalle inchieste, non so se possa essere l’unica prova contro Siri un’intercettazione tra due terzi che si dicono della mazzetta di turno perché magari non può essere una prova sufficiente. Il punto è che il sottosegretario Siri ha utilizzato il proprio potere per piazzare degli emendamenti che erano delle marchette nei confronti di Arata, cioè, ha utilizzato il suo incarico pubblico per un interesse personale.