I 137 migranti rimasti a bordo della Diciotti, da giorni attraccata al porto di Catania, alla fine sono sbarcati poco dopo la mezzanotte. I primi a scendere sono stati 12 giovanissimi. Dopo essere stati identificati, sono stati trasferiti nell’hot-spot di Messina per poi essere distribuiti tra Chiesa, Albania e Irlanda.

Sarà la Chiesa italiana ad accogliere un centinaio di migranti mentre gli altri due stati ne prenderanno in carico una ventina ciascuno. “Il governo albanese si è dimostrato migliore di quello francese, vergogna ai francesi” ha tuonato il vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini a Pinzolo.

La Cei ha fatto sapere che l’accordo col Viminale è servito “per porre fine alle sofferenze dei migranti in mare da giorni”; l’Irlanda, invece, ha spiegato che “la solidarietà europea è importante e che questa era la cosa giusta da fare”.

Intanto ieri pomeriggio l’ufficio di Sanità marittima di Catania aveva ordinato lo sbarco immediato di 11 donne e 6 uomini, alcuni di questi con sospetta tubercolosi e polmonite. Quattro donne, al momento dello sbarco, però, si erano rifiutate di abbandonare la nave per non lasciare i mariti a bordo della Diciotti. Ai mediatori culturali e ai medici che le hanno  visitate, le 11 profughe hanno riferito di aver subito violenze e abusi nei campi profughi della Libia.