La locuzione easy rider (letteralmente ‘cavaliere facile’) costituisce un prestito dalla lingua inglese e può essere utilizzata per definire chi cerca di vivere senza obblighi o vincoli, nel modo più semplice possibile. L’ espressione può tuttavia assumere differenti significati a seconda del contesto d’ uso: nello slang, può essere ad esempio utilizzata per definire un playboy, o un amante che soddisfa dal punto di vista sessuale (es: “Johnny, I don’t mind you playing “easy rider” with one of my girls, but…”); in passato veniva invece sovente utilizzata a per indicare la chitarra a tracolla dei bluesmen itineranti, mentre oggi, in riferimento al celebre film del 1969, diretto e interpretato da Dennis Hopper, viene spesso usata per definire un centauro, nel senso di motociclista.

L’ aggettivo easy è infatti traducibile in facile, semplice, comodo, agiato, sereno, piacevole, tranquillo, ma anche disinibito e facile (dal punto di vista sessuale), mentre il sostantivo rider può significare cavaliere, fantino, cavallerizzo, ciclista, o motociclista, a seconda dei contesti.

Per quanto riguarda infine l’ omonimo film con Peter Fonda e Jack Nicholson (Easy Rider – Libertà e paura), da molti critici considerato il road movie per eccellenza, esso narra il viaggio di due motociclisti in sella ai loro chopper, attraverso l’ America, da Los Angeles alla Louisiana. La motocicletta diviene qui il simbolo stesso della libertà, della fuga dalla società e dalle convenzioni dei protagonisti