Anche nell’ultimo trimestre del 2011 si è registrato un calo del -21,5% rispetto all’anno precedente.

Il settore delle costruzioni sta vivendo uno stato di profonda crisi, confermato anche dal calo della domanda delle macchine movimento terra impiegate nei cantieri, nelle manutenzioni stradali, negli interventi di sistemazione territoriale. Complessivamente dal 2007 al 2011 la domanda di questi macchinari in Italia si è ridotta di circa un terzo

La situazione è preoccupante, in quanto le dinamiche relative a queste macchine costituiscono uno dei principali indicatori della difficoltà o della ripresa del mercato delle costruzioni. Sono, infatti, strumenti necessari all’attivazione di nuovi cantieri.

Il Presidente di Ascomac Cantiermacchine Marco Bersellini ha così commentato la situazione: ”Nella seconda parte dell’anno 2011 ci aspettavamo un recupero più significativo rispetto al 2010, considerando che a fine giugno 2010 era terminato il beneficio fiscale definito dalla cosiddetta Tremonti Ter. Purtroppo queste attese sono andate deluse in quanto la crisi dei debiti sovrani dell’area Euro, esplosa nell’estate 2011, ha coinvolto direttamente il nostro Paese, ha generato un clima di sfiducia e ha condizionato pesantemente la capacità di reperire finanziamenti sul mercato da parte delle banche”.

Per poter invertire l’andamento del mercato, secondo il Vice Presidente di Ascomac Cantiermacchine Andrea Elli, sarebbe necessario immettere liquidità nel sistema. Questo presuppone il fatto che le banche tornino a finanziare i clienti a condizioni accettabili e che i tempi dei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni possano essere ridotti permettendo alle Imprese di reperire le risorse necessarie per il loro sviluppo e la loro sostenibilità. È necessario che gli Enti Locali tornino a commissionare anche i lavori di piccola e media entità, dalla viabilità all’urbanizzazione, dal mantenimento idro-geologico ad rilancio del Piano casa.

Secondo Ascomac Cantiermacchine, è urgente sostenere con politiche fiscali adeguate l’investimento in innovazione tecnologica per un comparto come quello dell’edilizia che deve fornire al cliente finale un prodotto sempre più attento alla qualità, alla sicurezza e all’efficienza energetica puntando su macchine a ridotta emissione inquinante. Sarà proposto al Ministero di armonizzare le nuove tecnologie nelle normative vigenti e di semplificare e verificare le norme relative alla gestione del cantiere, dalla sicurezza allo smaltimento dei rifiuti, dai trasporti alle omologazioni delle macchine operatrici. Per sollevare dalla crisi un settore trainante dell’economia come quello dell’edilizia.