Aggiornamento: In seguito alle violenze scoppiate in questi giorni, il vicepresidente ad interim dell’Egitto, Mohammad ElBaradei, principale oppositore dell’ex presidente Morsi, si è dimesso. In una lettera al presidente Adli Mansour, il premio Nobel per la pace spiega: “Mi è diventato difficile di proseguire ad assumere la responsabilità di decisioni con le quali non sono d’accordo“.

Notizia: La violenza in Egitto assume una dimensione sempre più grave. La cifra probabilmente più attendibile, tra le tante che sono girate, è quella diffusa a metà pomeriggio del 14 agosto dall’agenzia France Press, secondo quanto riferisce un suo inviato: 124 morti. Il reporter li ha contati in tre diversi obitori del Cairo. E’ il bilancio degli scontri seguiti all’operazione di sgombero avviata all’alba dalle forze di sicurezza egiziane, per rimuovere i presidi organizzati dai Fratelli musulmani contro la deposizione dell’ex presidente Mohamed Morsi.

Secondo il partito islamico i morti sarebbo 500 e i feriti 9.000, cifre riportate alla fine della mattinata. Col passare delle ore gli esponenti dei manifestanti hanno detto, sempre a France Press, che i morti sarebbero oltre 2.200 e i feriti 10mila. Cifre impossibili da verificare. Anche i numeri diffusi dal governo lasciano spazio a dubbi, questa volta perché troppo in difetto: 56 morti e 526 feriti, secondo il ministero della Salute. La televisione di Stato, citando il ministero dell’Interno, aggiunge che sono deceduti anche 6 soldati. Sono rimasti uccisi anche un operatore di Sky News, Mick Deane, e una reporter di Gulf News, Habiba Ahmed Abd Elaziz.

La situazione comunque sta precipitando. La Tv egiziana, citando un comunicato della presidenza, ha annunciato che dalle 16 del 14 agosto, per la durata di un mese, è in vigore lo stato di emergenza in tutta la nazione. Inoltre è stato decretato un coprifuoco dalle 19 del 14 alle 6 del 15 agosto. Le forze di sicurezza egiziane hanno inoltre arrestato Mohamed el Beltagy, uno dei principali dirigenti dei Fratelli musulmani (foto by InfoPhoto).

Preoccupati gli osservatori internazionali. Gli Stati Uniti hanno diffuso un comunicato in cui annunciano di “Opporsi in modo fermo alla dichiarazione dello stato d’emergenza“.

Il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, ha dichiarato: “Sono profondamente addolorata per quanto sta avvenendo in Egitto e per la perdita di vite umane. Avevo espresso l’auspicio che i sit in si svuotassero grazie al raggiungimento di un accordo tra le parti, e non con l’intervento delle forze di polizia che non aiuta la ricerca di una soluzione alla crisi“.

Qui sotto un video sulla situazione preoccupante nella capitale egiziana.