Gli italiani sembrano avere le idee un po’ più chiare, perlomeno un po’ più dei loro politici, rispetto a come procedere per la formazione di un nuovo governo. Solo una piccola minoranza, infatti, tornerebbe alle urne (circa il 2%); la maggioranza, invece, si divide tra chi auspicherebbe una “grande coalizione” e  chi preferirebbe ancora l’accordo Pd-M5S.

E’ quanto scrive il Corriere rielaborando recenti inchieste di opinione che mettono in evidenza un altro dato rilevante: la regressione del 2% del gradimento del M5S che, per la prima volta dal voto di febbraio si colloca sotto il 24%. Esito significativo se si considera la perdita costante di punti nelle ultime due settimane, dato che indica uno stato di insoddisfazione da parte di coloro che credevano nel partito rivoluzionario grillino.

Qualche italiano, quindi, è tornato all’ovile e si è reinserito nelle fila dei partiti maggiori: in particolare il PD ha riacquistato 3 punti risalendo al 29%, il Pdl  fa registrare un aumento di consensi, che il Cavaliere non manca di evidenziare in ogni suo intervento. Oggi il suo partito sfiora il 25%, a fronte di poco meno del 22% ottenuto a febbraio, con un incremento di quasi il 3%.

Non va comunque trascurato che si tratti di semplici stime soggette a possibili stravolgimenti in sede di campagna elettorale. Molti, infatti, finiscono per elaborare le proprie preferenze basandosi su di esse.