Questo turno elettorale è stato caratterizzato soprattutto da un’altissima astensione, in particolare a Roma. L’affluenza definitiva alle 15 di oggi indica il 62,38% a livello nazionale, contro il 77,16% delle ultime amministrative. L’affluenza definitiva a Roma è stata del 52,80%, contro il 73,66 delle precedenti comunali. Un crollo spaventoso.

Nella Capitale, alle 22 di ieri l’affluenza era del 37,69%, contro il 57,2% delle comunali di cinque anni fa; il dato è molto basso anche se lo si paragona alle elezioni politiche di febbraio, 59,82% alla stessa ora. E nemmeno la media nazionale è consolante: 44,67% ieri sera. Segno che i partiti non hanno saputo cogliere i forti segnali lanciati dagli elettori tre mesi fa (foto by InfoPhoto: il “lenzuolone” della scheda elettorale di Roma).

Nell’unica elezione regionale in programma, quella della Valle d’Aosta, la coalizione autonomista composta da Union Valdotaine, Federation autonomiste e Stella Alpina, che costituiva la maggioranza uscente, si è riconfermata al primo posto con il 47,9% dei voti. Il centrosinistra, formato da Alpe, Union valdotaine progressiste e Partito democratico è al 42%. Il Pdl, fermo al 4,11%, non ha superato lo sbaramento del 6%, quindi non entra nel Consiglio. Ce la fa per un pelo invece il Movimento 5 Stelle,  col 6,6%. In Valle d’Aosta non si elegge direttamente il presidente della Regione.