Il tacchino sul tetto, le bambole da pettinare, “li sbraniamo”: Pier Luigi Bersani ha certamente una predilezione per le frasi ad effetto. Anche questa mattina, intervistato da Radio1 nella trasmissione Radio anch’io, non ha perso l’occasione. Parlando del possibile accordo post elettorale con Mario Monti, del quale ieri entrambi i protagonisti hanno assicurato di considerare seriamente l’attuazione, il segretario del Pd si è affrettato a smorzare i toni. Non si sa mai, le prese di posizione dirette in campagna elettorale sono spesso pericolose; e poi Nichi Vendola potrebbe agitarsi. Così Bersani (foto by InfoPhoto) ha ricordato ciò che non gli è piaciuto delle recenti dichiarazioni di Monti, come quella secondo cui il Partito democratico sarebbe nato nel 1921. E allora il candidato presidente del Consiglio per il centrosinistra ha detto dell’attuale presidente del Consiglio: “Mi è sembrata un po’ una frase da Berlusconi con il loden“.

Ma ovviamente ce n’è anche per Silvio Berlusconi, sempre più un punto di riferimento per tutti i propri avversari. Ieri il Cavaliere ha affermato di essere in corsia di sorpasso; e Bersani: “Lo vedo col binocolo“. Alla domanda se non ritenesse di aver sottovalutato l’ex capo del Governo, il segretario del Pd ha risposto: “Non l’ho mai sottovalutato, ma io questo fiato sul collo non lo sento. Con l’orecchio a terra sento un sacco di problemi che mi preoccupano. Non quello che succederà alla Camera o al Senato. Io sento i problemi veri”.

Dunque, Bersani non pettina le bambole, mette il loden a Berlusconi e ascolta le vibrazioni del terreno con l’orecchio a terra, come gli indiani: il prossimo presidente del Consiglio.