Porcellum, brutta parola. Del resto è adeguato, perché esprime una pessima legge elettorale, che tutti i partiti hanno criticato e detto di volerla cambiare, ma nessuno lo ha fatto, nonostante un anno di “larga maggioranza” parlamentare. Ma purtroppo dobbiamo ancora votare con questo sistema. Cerchiamo quindi di rispolverarne le caratteristiche, in modo da diminuire i mal di testa dopo le elezioni.

Cominciamo dalla Camera, che ha sede a Palazzo Montecitorio (foto by InfoPhoto). Si devono eleggere 630 deputati. Di questi, 12 sono assegnati alla circoscrizione estero; 1 alla Valle d’Aosta; gli altri vengono ripartiti tra 26 circoscrizioni in base alla popolazione.

I seggi delle 26 circoscrizioni “ordinarie” vengono assegnati in ambito nazionale con criterio proporzionale tra le varie liste: cioè, più voti si prendono, più seggi si vincono. Ma non è così semplice. Prima vanno fatti altri calcoli.

Innanzitutto, esiste una soglia di sbarramento. Possono partecipare all’attribuzione dei seggi solo le liste che abbiano preso almeno il 4% dei voti a livello nazionale, se non fanno parte di una coalizione (cioè un gruppo di liste accomunato da un unico capo). Le coalizioni invece devono avere almeno il 10% di voti e comprendere almeno una lista che da sola superi il 2%. Entrano anche le liste appartenenti ad una coalizione che non ha superato il 10%, ma che da sole abbiano almeno il 4%.

Le liste che hanno superato lo sbarramento si spartiscono proporzionalmente i 617 seggi. Se nessuna lista o coalizione ha ottenuto almeno 340 seggi, pari al 54%, alla coalizione (o lista) che ha preso il maggior numero di voti vengono assegnati 340 seggi; è il cosiddetto premio di maggioranza. I seggi rimanenti vengono assegnati con metodo proporzionale tra le altre liste.

Successivamente si distribuiscono proporzionalmente i seggi all’interno di ogni lista di ciascuna coalizione, compresa la più votata tra quelle che non hanno superato il 2%. Stabiliti i seggi spettanti ad ogni lista a livello nazionale, si provvede a ripartirli tra le varie circoscrizioni, sempre proporzionalmente. In ogni circoscrizione sono eletti i candidati che rientrano nel numero di seggi attribuito a ciascuna lista, nell’ordine in cui appaiono in elenco (da qui la guerra in fase di candidatura per ottenere i posti più in alto).

In Valle d’Aosta, dove si assegna un solo seggio, vince il candidato che ottiene più voti. I 12 seggi della circoscrizione Estero sono ripartiti proporzionalmente tra le liste.

Difficile, vero? Ecco perché hanno chiamato questa legge Porcellum.

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