Dopo il botta e risposta con il britannico “Financial Times“, Mario Monti (foto by Infophoto) torna in televisione a lanciare stoccate. E ne ha per tutti, Cavaliere in prima fila. “Se vince tanto di cappello, ma il disastro sarà per noi italiani” ha detto il Professore parlando nel salotto di Ballarò. Silvio Berlusconi viene anche bollato come una figura “provinciale”, con scarsa considerazione all’estero. Ma i colpi arrivano anche a sinistra, nonostante gli ultimi avvicinamenti, con un Monti che lodava “l’esperienza gloriosa” del Pci, che hanno fatto gridare all’inciucio.

Il pericolo comunista non esiste, ha detto il leader di Scelta Civica. “Bersani è una persona seria, è simpatico” ha detto Monti, “ma è in una coalizione con chi vede l’Italia non come una penisola, ma come un’isola. Si illude di poter governare con le persone che erano in questo studio”, cioè Nichi Vendola e Susanna Camusso. Il problema, a destra come a sinistra, sono le ali estreme, ovvero Lega e Sel. Ed è per questo che Monti dice di dubitare della”capacità della coalizione guidata da Berlusconi e della coalizione di Bersani di governare l’Italia”.

Qualche spazio, però, è rimasto anche per parlare del programma. Sui conti pubblici “non serve una manovra” ha detto il premier uscente, “l’obiettivo che il mio illustre predecessore, Berlusconi, aveva affrettatamente firmato con l’Europa perché era con l’acqua alla gola, cioè il pareggio di bilancio strutturale nel 2013, possiamo raggiungerlo comunque”. Il finanziamento pubblico ai partiti, ha detto ancora Monti, “va drasticamente tagliato”. Così come il numero dei parlamentari.