Alla fine sono riusciti ad estrometterlo. L’ex sottosegretario Nicola Cosentino è stato escluso dalla candidatura nelle liste del Pdl, ma è stata dura. Diversi giorni di resistenza estrema, minacce di far cadere le giunte campane e crollo alle politiche in caso di esclusione; addirittura i candidati della Campania hanno dovuto rifirmare l’accettazione della candidatura nel tardo pomeriggio, così il commissario regionale del partito Nitto Palma ha potuto consegnare le liste alla corte d’appello solo verso le 18. Il termine fissato dalla legge era per le 20 di oggi. Questo aveva fatto pensare che qualcuno avesse fatto sparire le liste già firmate, notizia poi smentita.

D’altra parte se perfino Marcello Dell’Utri è stato indotto a rinunciare, non c’erano speranze per Cosentino, indipendentemente dal polverone che ha sollevato. Silvio Berlusconi ha quindi fatto prevalere la linea di Angelino Alfano. Per cui dopo le elezioni è probabile che Cosentino venga arrestato. E’ accusato di collusione con la camorra. Una precedente autorizzazione all’arresto è stata respinta un anno fa dalla Camera.

Altra grana per il Pdl, questa volta in Sardegna. E’ stata ammessa con riserva, poiché mancherebbero alcuni documenti relativi alla candidatura del deputato uscente Piero Testoni, sesto in lista.

Polemiche anche per le candidature al Senato degli ex dall’Idv Domenico Scilipoti (spostato in Calabria, perché in Abruzzo tirava brutta aria) e Antonio Razzi (in Abruzzo ma quarto, quindi difficilmente eletto). Non è piaciuta a molti nemmeno l’inclusione in Liguria (Senato) di Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1, attualmente sotto processo con l’accusa di peculato, relativamente alla carta di credito concessagli dalla Rai.