Le foto scattate alla scheda di nascosto durante il voto e pubblicate su Facebook, ritraenti in maggioranza il simbolo dei Movimento 5 stelle; la valanga di messaggi su Facebook e Twitter con i grillini che invitavano a bagnare con la saliva la matita copiativa prima di votare, perché hanno seguito l’invito di uno dei loro candidati, Matteo Dall’Osso, il quale teme brogli. Il primo comportamento è un reato penale, punibile con l’arresto fino a sei mesi e una multa da 300 a 1.000 euro. Il secondo è invece paranoico e controproducente. Ad ogni elezione, in tutto il mondo, ciascun candidato pensa che gli avversari usino trucchi per farlo perdere. E tracciare un segno visibilmente diverso dagli altri può fare annullare la scheda, ottenendo quindi il risultato opposto. Inoltre durante lo spoglio delle schede ogni lista ha un rappresentante al seggio, il cui compito è proprio controllare che tutto avvenga regolarmente. I veri imbrogli non si fanno mai sotto gli occhi di tutti.

L’altro tema molto gettonato su Twitter, scorrendo l’hashtag #elezioni2013 è quello dell’assalto delle Femen al seggio in cui vota Silvio Berlusconi. Una perfetta sintesi è data dal seguente commento di un utente, pubblicato in serata: “Pare che le scritte contro Berlusconi sul corpo delle Femen siano state fatte con una matita copiativa leccata”.

Guida al voto: tutte le informazioni utili

I programmi elettorali

Il voto simbolico degli studenti Erasmus