Alla fine l’hanno spuntata i socialisti del Psoe a cui sono andati 123 seggi, seguiti dai popolari con 66 seggi, dimezzati rispetto al 2016. Pedro Sanchez ce l’ha fatta a superare Partito Popolare, Ciudadanos, Podemos e Vox, ovvero la destra per la prima volta in Parlamento. Le operazioni di scrutinio sono state eseguite con celerità e l’affluenza è stata record: i dati parlano di un 75% di spagnoli che si sono recati alle urne. Il problema, adesso, è capire come i socialisti possano governare da soli, senza stringere accordi con altri partiti. Il rischio è che i partiti indipendentisti possano fungere ancora una volta da ago della bilancia.

Elezioni Spagna, rischio ingovernabilità

I socialisti rischiano di non avere una maggioranza e, dunque, di non poter garantire un governo stabile alla Spagna. Nessuna delle due possibili coalizioni, almeno per il momento, ha la maggioranza assoluta di 176 seggi.

Soddisfatto Pedro Sanchez:

Abbiamo mandato un messaggio all’Europa e al resto del mondo. Si può vincere l’autoritarismo e l’involuzione. Formeremo un governo pro europeo. Il partito socialista ha vinto le elezioni generali in Spagna e con queste ha vinto il futuro. E ha perso il passato.

Esulta anche la destra:

Questo non è che l’inizio. Ognuno dei nostri deputati farà una vera opposizione, gli altri dovranno rispondere alle nostre proposte. Siamo inarrestabili.